Versos Italian Arrigo Boito Intermezzo storico

Italian poem

Intermezzo storico

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Quel tempo era il preludio D’un’epopea divina; Correa sul mondo un alito Di vita agitator. Come le vaste cupole Dell’Era Bizantina Parean costrutti i cranii Degli uomini d’allor.

S’udian tuoni e tempeste Di catapulte, e urtavansi Scudi, mazze, cimier; Per le forate teste Irradiava nell’anime La santa alba del Ver.

La vecchia età de’ secoli Parea tornare bionda; Crescea nell’uomo il giglio Della serena fe’; Era concilio ed agape La Tavola Rotonda, Religïosa trïade: Iddio, la Dama, il Re.

O Titàni! O Baroni! O Guerrini! O Pàlamidi! Magna stirpe d’Artù! Prodigi! visïoni! Miracoli! miracoli! Che non vedremo più!

Di quell’età fantastica O poesia stupenda! O canto, o Verbo, o rapsode Genio fascinator! Simile al Dio degli esseri, Un Dio della leggenda Creava forme e spiriti Di ténebra e d’amor.

Genti balde e beate Ponean mente alle favole Dell’Orca e del Dimon, E piene il cuor di fate, Di sirene e di lèmuri, Facevano orazion.

Tale in un cerchio magico Puro da immonda labe, L’uomo crescea fortissimo Colla fede nel cor. L’opra del primo scettico Fu di negar le fiabe, Poscia negò il Demonio, Poscia negò il Signor.

Sì! coll’antica fola Sorgea quel giusto popolo Chiamato da Gesù; Il canto e la parola, L’amore e la giustizia, L’onore e la virtù.

Sorgeva il Sid purpureo Come una calda aurora, Simiglïante ad aquila, Nel furïoso vol; E l’inspirato monaco Che sul collo dell’ora Carcava i pesi plumbeï Del suo primo oriuol.

Tutto era gloria! Il lezzo Forbìa dei negri secoli La guerrïera età; E un fraticel d’Arezzo Strillava in cima agli organi: Ut, re, mi, fa, sol, la.