Versos Italian Baccio Emanuele Maineri La caduta della Casa Usher

Italian poem

La caduta della Casa Usher

by (1831–1899)

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I.

Nella più verde di nostre valli — Stanza di pace, di amor, di balli, A Genî amici, consolator’; — Un dì sorgeva, — superbo e bello, Vasto palagio, famoso ostello: Era il soggiorno del re Pensiero, Ch’ivi stendeva l’alto su’ impero. — Giammai del Cielo gli Spirti eletti Ebbero seggi così perfetti.

II.

Sull’alte cime stanno spiegate Bandiere bionde, bandiere aurate — Simbol di gloria, di Vecchio onor; (Poichè son corsi lunghi e lunghi anni Dal dì che avvennero questi rei danni) E d’ogn’intorno scherza gentile Vivace auretta d’eterno aprile, Che su gli spaldi da’ mille fiori Agita e sparge i mille odori.

III.

— Incerti, attoniti i vïandanti Da due lontane sfolgoreggianti Finestre veggon fantasmi errar. Schiera è di Spirti, che all’armonia D’un liuto d’oro la vita obblia Intorno al trono del più possente Re, che mai videsi in Orïente: — E qual più forte, più ricco e altiero; Esser vi puote del re Pensiero?

IV.

Smeraldi e perle, topazi ed oro Formâr la porta con gran lavoro; Ma l’arte in tutto vittrice appar. Ed ivi sboccano in gran concento Voci di gioja e di contento; E gli echi a dieci, a cento, a mille Destan lontane mistiche squille; E al re felice di riva in riva Gli echi rimandano: E viva! e viva!

V.

Ahi, ria sventura! Avvenne un giorno Che su quest’almo, regal soggiorno D’infausti Spirti piombò una schiera, Ch’alta di morte tenea bandiera. Tutto allor cadde nelle rovine, — Sovrano, Impero — tutto ebbe fine! — Piangiam que’ giorni, fedeli amici, Piangiam que’ Genî già sì felici... Tutto scomparve: l’amor, il riso, Il Sir, la gloria di quell’Eliso; Solo ci resta fatale storia, Di vecchi tempi truce memoria. —

VI.

Ed ora il vïandante in questa valle, Traverso le finestre rosse e gialle, Vede spettri passar confusamente Al suono d’una musica stridente;

E — qual rapida e lugubre fiumana Traverso l’ampia porta, Dove ogni speme è morta, — Mira scalmarsi una plebaglia insana. Non più l’antico riso S’alterna a bel sorriso: Ma si ode eternamente. Ghignare oscenamente.

«Colui che qui entrerà sarà il vincitore; E quegli che ucciderà il dragone, avrà guadagnato lo scudo.»