Italian poem
Rime
by Bernardo Cappello (1498–1565)
Queste rime, ch'a voi piane e dimesse Que vengon, sì come fide serve humili; Vi mostreran, che di desir non vili Amor dolce per voi l'alma m'impresse.
Queste lo sperar mio raro, e le spesse Paure in lieti, e 'n dolorosi stili Vi scopriranno anchor: se le gentili Vostre orecchie lor fien talhor concesse.
Et qual huom , ch'a lo specchio entro si mira; Vedrete in lor l'alte excellenti e vostre Risplender quasi mille accese stelle:
Et forse poi non prenderete in ira, Che tra gli affetti miei chiaro si mostre, Quanto avanzate le più sagge, e belle.
Nel dolce tempo, a la stagion nouella, Che strugge il ghiaccio; et produce herbe, e fiori Et racquiitati i suoi perduti honori, L'antica madre appar giovene, e bella;
Alhor che dolce Progne, & fua forella Gli altrui piangono, e i lor commessi errori; E 'l petto accese d'amorosi ardori Scherzan le fere in questa parte, e 'n quella;
Nel più vago fiorir de miei verdi anni Donna di virtu piena, e di beltade M'apparve tal; che 'l Sol seco perdea.
Quinci sepp'io, com'huom sua libertade Con seruitu lieto cangiar potea, Et mieter gioia de suoi sparsi affanni.