Italian poem
Superbetta Pastorella
by Carlo Severoli (1700–1800)
Superbetta Pastorella, Cui non cale del mio pianto, Ma ti ridi ingrata, e fella. Del mio duolo aspro cotanto; A me forse un giorno quella Non sarai già amabil tanto, E vorrai parermi bella, Nè di bella avrai più ’l vanto. Ed io allor, che avrò dal cuore Di già tratta la saetta, Riderò del tuo dolore: E così col mio vendetta Io farò del tuo rigore, Pastorella superbetta.