Italian poem
LXXI - Di tutte cose mi sento fornito
Di tutte cose mi sento fornito, se non d’alquante ch’i’ non metto cura, come di calzamento e d’armadura; di ben vestire i’ son tutto pulito, e co’ danari son sì mal nodrito, più ch’i’ del diavol, di me han paura; altri diletti, per mala ventura, più ne son fuor, che gennaio del fiorito. Ma sapete di che i’ ho abbondanza? Di ma’ desnar con le cene peggiori, e male letta, per compier la danza. Gli altri disagi non conto, signori, ché troppo sarebbe lunga la stanza: questi so nulla, appo gli altri maggiori.
More by Cecco Angiolieri
- LXVIII - Se l'omo avesse 'n sé conoscimento
- LXX - Onde venite voi così pensose?
- LXX - Un danaio, non che far cottardita
- LXXI - - Voi, donne, che pietoso atto mostrate
- LXXII - La povertà m'ha sì disamorato
- LXXII - Un dì si venne a me Malinconia
- LXXIV - A chi nol sa non lasci Dio provare
- LXXIX - Per ogni oncia di carne che ho addosso