Versos Italian Cino da Pistoia Quand'io pur veggio che se 'n vola 'l sole

Italian poem

Quand'io pur veggio che se 'n vola 'l sole

by (1270–1336)

Listen in the reader

Quand’io pur veggio che se ’n vola ’l sole Et apparisce l’ombra, Per cui non spero più la dolce vista, Nè ricevuto ha l’alma, come suole, Quel raggio che la sgombra D’ogni martìro che lontano acquista; Tanto forte s’attrista e si travaglia La mente ove si chiude il bel desìo, Che l’ardente cor mio Piangendo ha di sospiri una battaglia, Che comincia la sera E dura in sino alla seconda sfera. Allor ch’io mi ritorno alla speranza Et il desìo si leva Col giorno che riscuote lo mio core; Mi muovo e cerco di trovar pietanza, Tanto ched io riceva Dagli occhi il don che fa contento Amore, Ch’egli ha già, per dolore e per gravezza Del perduto veder, più avanti morti. Dunque ch’io mi conforti Sol con la vista e prendane allegrezza Sovente in questo stato, Non mi par esser con ragion biasmato. Amor, con quel principio onde si cria, Sempre ’l desìo conduce; E quel per gli occhi innamorati vene: Per lor si porge quella fede in pria Dall’una all’altra luce, Che nel cor passa e poi diventa spene: Di tutto questo ben son gli occhi scorta. Chi gli occhi, quando amanza dentro è chiuøa, Riguardando non usa, Fa come quei che dentro arde e la porta Contro al soccorso chiude: Debbesi usar degli occhi la vertude. Vanne, canzone mia, di gente in gente, Tanto che la più gentil donna trovi, E prega che suoi nuovi E begli occhi amorosi dolcemente Amici sian de’ miei, Quando per aver vita guardan lei.