Versos Italian d'Ascoli Cecco Capitolo Iii[91]

Italian poem

Capitolo Iii[91]

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E l’aquila per tempo se renova, [L. c. 34] Volando ne la excelsa parte ardente, Chè sotto la vecchiezza ella sè cova. Nel gran volato, le sue penne ardendo, Reprende iovinezza; e ciò consente Natura, presso a l’acqua ella cadendo. Stando nel nido con li piccoli nati, Verso li raggi fa ciascun mirare: De quel che vede li occhi ’maculati, Che non son fermi aperti verso ’l sole, Beccandolo, comenza a desdegnare; E nel so nido mai star plù non sole. Ov’è ’l so nido, non li sta da presso [C. c. 32 t.] Nessun auselo, se non vol morire E da soe branche esser da cesso. De soa rapina sempre lassa parte; Piccoli animal non vol mai ferire; Vegendo lor temer, tosto se parte. Così me renova nel piacer costei. Et arde de vergogna la mia mente, Quando s’agrava pur de seguir lei: Spandendo l’ale de la soa vertute, Allora cresce lo intellecto agente, Mirando de bellezza la salute. E chi con lo suo sguardo non remira Al so Fattore e depreme ’l viso Costei desdegna, per cui lo corso spira. Le lagreme pur bagnano la terra, Essendo da costei così diviso, [L. 34 t.] Che per defecto cade in la soa guerra. Si como donna de le iuste genti, Desprege d’onne vicio radice Dal cor che mostra po’ l’acti possenti: Avendo misericordia e caritate, A la vilità del mondo contradice, Facendo degna nostra umanitate; Da li occhi soi nascendo tal piacere, Che fa beato l’omo nel vedere.