Italian poem
Capitolo Vi[31]
La tarda stella de la spera grande Manten la terra e serve in sua natura; La prima stella, la qual move e spande, La spietata stella move ’l foco, Mercurio tene l’aire in sua figura, Tempesta move per so tempo e loco. Li spiriti sono quattro principali: Un ven da l’angol primo a l’orizzonte, Che ’n nui conserva l’acti naturali; Mostrase sua natura temperata Fra le due qualità active e conte, Sana la terra per qual fa iornata, Se l’è centada da monti e da colli E verso l’angol primo aperta e rotta, Dov’io fu’ nato tu per exemplo tolli, Cessando l’acque riposate e triste Ch’hanno lor natura sì corrotta, Qual fa veder le umilitate viste; E movese per tempo lo dolce flato, [C. c. 7] Che li tenebrosi vapori accompagna: Se non li rompe el sol va celato; Perchè sonno densi e de la terra tratti, Fanno planger l’aire, sì ch’el mondo bagna, [L. c. 7 t.] Da l’altre stelle se no sono refratti. Levano le stelle da ponente Lo spirito con tempestata voce, Qual move l’aire verso l’oriente. Mostrase d’acque in natura simile, Soa qualità varia per foce, Sì como per virtute l’anima vile. Levase da le septe stelle eterne El freddo flato e per natura sicco, Vertù che passi animati ma’ non sperne; Ma lede quel che liga corpi animati E pone a caso del dolore stricto: Non dico li altri effetti nominati. Da quella parte dove el sol desegne Al basso grado per lo eterno corso Ven l’altro flato, sì che l’aire impegne. Umiditate con lo calor sorge, A molti animal tolle lor soccorso: Vertute animata da lui ben s’accorge. Potenzia tolle ove questo spira, O gente che abitate el basso sito, Quanta viltà l’animo vostro gira! Se questo sopra noi cammino move, Stando celato per lo core ardito, Non vol natura che ’n voi se trove; Ma l’animi vigorosi de li munti, Ov’assotiglia l’aer le so vele Si che li mostra del vigor coniuncti, Non portano viltà nel cor superbo, Avegna che saver in lor se cele E reca l’anima loro el senno acerbo. Per questo flato geme l’air fosco, [C. c. 7 t.] Umidità corrumpe ne le vene E fa molti accidenti che cognosco. Move ciascuno per tempi diversi Sì como ’l sole le altre stelle tene [L. c. 8] Del torto cerchio de l’animali inpersi; E quale in quarta parte se devide. Como si move ’l sole, così vedemo Che l’una qualità l’altra occide; Però uno tempo variata rota Demostran ne la terra ove noi semo, S’in quella che dal sole sta remota. Torno a li quattro spirti che dico E lasso le lor membra in questa mossa: Cessando l’uno, leva il so inimico, Quando la luce de le stelle poste Da l’altri corpi receve percossa, Stando convincti ne le parti opposte; Sì che li quattro con le membra loro Sono formati per cotal valore.