Italian poem
Il Rubator de' Favi
by Domenico Regolotti (1675–1735)
ladroncello amore Mentre degli alveari I favi saccheggiava Punto restò il meschino Da picciol Ape ria, Che cruda, ed importuna De le ritonde dita A lui mordeo le cime. Ond’ei dal dolor vinto Poichè si accorse enfiate Aver le belle mani, Balzò su piè stizzoso. E ’l suolo percotendo, Proruppe singhiozzando In dolorosi lai. E rivolto alla madre Si querelava seco, Che animalin si fatto A recarne bastasse Tai crude acerbe piaghe. Ma quella sorridendo Al figlio sì rispose; Forse che tu non sei A l’Ape somigliante Che picciolo di corpo, Pur i miseri cori Si gravemente impaghi.