Italian poem
Libertas
by Emilio Praga
Sciagura a te, sciagura a te, vegliardo Che non amasti mai, E a me t’affacci, aruspice infingardo, Gridando: — Guai! —
Quando rugge la pugna, e si agonizza Sul campo di battaglia: Quando pei velli dell’orrenda lizza La morte raglia,
Chi nei sentieri ove palla non giunge Stà in guardia dei giumenti, Giumento è anch’esso se desìo lo punge Di far commenti!
E lo danni alle forche il capitano, Se, a pergamo salito, Contro i fratelli che mordono il piano Appunta il dito.
Ritorna all’ombra del tuo pergolato, Ritorna alla tua chiesa, E, là, mostra spauracchio all’uomo curvato La croce appesa:
Me libero, me forte e me guerriero Crebbe il genio materno, E i passaporti sdegno, ospite altiero, Del padre eterno!