Italian poem
Rondini
by Emilio Praga
Tacea da quattro aprili il nidicciuolo Dove, fanciullo, il volo Delle garrule rondini mia madre Insegnommi ad amare — Nel sessantuno ritornò dal mare Solo l’alato padre; Si accovacciava nel nido ogni sera E tal sciogliea nell’aria La canzon solitaria, Che davver somigliava una preghiera. Egli piangeva l’amica diletta Sepolta sulla vetta Di una qualche piramide d’Egitto; E certo, nel tragitto Di quell’ottobre, gli mancò la lena, Al pensier di trovarla disseccata Sulla cocente arena!
Uno stormo però di rondinelle Vispe, piccine e belle, Quest’anno ancora alla gronda ospitale Venne a raccoglier l’ale, Seminando un pispiglio interminato; Del povero annegato Credo saranno i bamboli innocenti E i prossimi parenti Che ritornano, orando, al patrio nido, Per celebrare come meglio ponno Gli antichi amor del nonno.