Italian poem
Ululati
by Enrico Onufrio (1858–1885)
Quando l'ora verrà della riscossa, Genti misere e grame, Oh, certo fremeran dentro la fossa Tutti i morti di fame!
E dai sepolcri sporgeran la testa, E agiteran le braccia, Truci fantasmi della grande festa, In segno di minaccia.
Noi scenderemo nei loro antri oscuri, E strapperem quell'ossa; Ci serviran per batter sui tamburi L'inno della sommossa!
In quel giorno s'ascondan fra le nubi I raggi del bel sole; Non vogliamo né danze di cherubi, Né olezzi di viole;
Ma sia tenebra ovunque, e una gran voce Alta squilli e sonora: Sorgete, o vinti, a vendetta feroce, Sorgete, è l'ora! è l'ora!
E i vinti sbucheran dai lor covili, Strette le labbra e mute; E, acceso il volto, dagli sporchi asili Verran le prostitute....
O giornata di febbre e d'esultanza, O momenti di gioia, Allorquanto farem la trista danza, Noi, tramutati in boia!
Quando, al chiarore delle torce a vento, I panciuti epuloni Noi li vedremo dondolare al vento, Dai neri lampioni!
Vieni, o fanciulla dalla chioma nera, Corri meco e gavazza; Non basta il vino; mesci, o petroliera, Del sangue in questa tazza!
Ed ubbri'achi del licor feroce, Faremo l 'altalena Fra i lacci delle Forche, e tu una voce Intonerai di jena.
Se il sole guizzerà gaio e lucente Fra soccombenti eroi Allora, o donna dallo sguardo ardente C'impiccheremo noi!