Italian poem
Capitolo Xvi
Della resurrezione de' nostri corpi dopo il Giudizio.
Inver' l'apostol poscia mi voltai, e dissi a lui:--Questa scrittura letta, di nostra fede articuli primai,
bench'io la creda, ancora mi diletta udir come suade la Scrittura la resurrezion, la qual s'aspetta.--
Ed egli a me:--A due cose pon' cura: una è ch'ognun ritornerá in vita, ché non va a morte, ma per sempre dura,
e che de' buon la carne rivestita será immortale ed ará l'altre dote, che fia impassibil, lieve e fia polita;
l'altra cosa è che le celesti rote, che ora giran sí veloce e forte, non voltaranno piú, né fien piú mote,
e per questo seran chiuse le porte al futur tempo, e non fia piú Carone, che ora ognun, che nasce, mena a morte.
Se vuoi di questo persuasione, sappi che 'l moto, quando il fine acquista, convien che cessi dalla sua azione.
E cosí 'l ciel convien ch'anco desista, quando fie giunto al fin, pel qual si move, come opra fatta fa posar l'artista.
Or gira il ciel, perché le cose nòve produce e figlia e corrompe l'antiche, mentre fa state qui e verno altrove; p. 353 produce uccelli e quel, del qual nutríche gli animal suoi, e produce ogni pomo, mentre il sol volge tra le rote obliche.
E tutto questo è fatto a fin dell'uomo; e l'uomo è fatto a rifar le ruine di que' che su da ciel cadêro a tomo.
Però convien che 'l ciel tanto cammine, sinché tanta ruina si ristora; e poi il moto suo averá fine.
Allor cessará il tempo, che divora ciò che produce il primo moto, il quale fa ciò ch'e' figlia, che vivendo mora.
In questo, Cristo altèro e triunfale dirá:--Surgete, o morti, della fossa: venite alla sentenzia eternale.--
Allor ripiglieran la carne e l'ossa li rei oscuri, e i buoni con splendori per la vertú della divina possa.
Sí come gli arbor, che perdon li fiori nell'autunno e perdono ogni foglia e paion morti e senza vivi umori,
talché 'l coltivatore anco n'ha doglia che paion secchi, e quasi si dispera che mai su d'elli piú frutto ne coglia:
poi la vertú del sol di primavera li fa di frondi e fiori adorni e belli, e rivivisce in lor la morta cèra;
cosí li corpi sfatti negli avelli resurgeranno in istato felice co' membri interi insino alli capelli.
Come di polve nasce la fenice, che arde sé e del cenere stesso giovin resurge, sí come si dice;
e cosí 'l corpo, sotto terra messo, suo spirito averá da quel che viene da prima infuso ed al corpo concesso. p. 354 Ancora alla iustizia s'appartiene render secondo l'opera a ciascuno il mal al male, e 'l premio dar al bene;
ché ogni atto moral sempre è comuno allo spirito e al corpo, e insieme vanno ad ogni atto splendente ed anco al bruno.
Se sol del mal lo spirto avesse affanno, potrebbe dire:--O Dio, se tu se' iusto, perché io solo del peccar n'ho 'l danno?
perché solo sto io nel fuoco adusto? perché no' 'l corpo, dacché la dolcezza ebbe degli occhi, del tatto e del gusto?--
Cosí li santi, i quali ebbon fortezza tanta, che i sensi fenno consenzienti alli martíri, affanni ed all'asprezza,
potrebbon dire:--O Dio, ché non contenti noi delli corpi nostri, ch'a' martíri ne seguîr volentieri ed a' tormenti?--
Quando questo dicea, gravi sospiri udii nel tempio; e parve ch'ogni morto avesse a suscitar mille desiri.
85--Vendica il nostro sangue, sparto a torto --diceano,--o Dio, non véi ch'ognun desia di rivestirsi i corpi omai 'l conforto?
Non ch'in noi voglia di vendetta sia, cosí preghiam; ma per aver la vesta de' corpi, a noi natural compagnia.
Acciò ch'elli con noi abbian la festa, perché 'l Iudizio, o Signor, non affretti? perché non fai la vendetta piú presta?--
Risposto fu:--Da voi tanto s'aspetti, che il numero si compia di coloro, che son da Dio con voi nel cielo eletti,
insin che fatto sia tutto il ristoro de' piovuti da ciel primi arroganti, che fûn cacciati dal celeste coro.-- p. 355 Poi miglia' d'alme m'apparson innanti, ed un angelo die' splendide stole, in scambio delli corpi, a lor per manti.
Sí come un'altra cosa dar si suole per consolar alquanto chi pur chiede, quando non puote aver quel ch'egli vuole;
cosí l'agnol le vesti bianche diede e disse a lor:--Queste vestite, intanto che d'uomin s'émpian le superne sede.--
Quell'alme allora andonno in ogni canto, cercando il tempio, e lor corpi mirando con tal desio, che mi mossono a pianto.
--Il corpo mio è questo: o Dio, oh! quando lo mi rivestirò?--dicevan molti. Alquanti il sangue lor givan basciando;
alquanti dimostravan li loro volti e le ferite e le lor membra sparte, le braccia e i piè intra li ferri involti.
Po', come fa l'amico, che si parte dall'altro amico, e, perché amor dimostri, sospira e dice:--A me incresce lasciarte;--
cosí dissono quelli:--O corpi nostri, dormite in pace, e tosto Dio ne doni voi venir nosco alli beati chiostri.--
Poi se n'andôn con piú dolci canzoni, e sol rimase meco il Vaso eletto, il qual proferse a me questi sermoni:
--Se d'altro vuoi ch'io informi il tuo intelletto, mentr'io son teco, perché non domandi?-- Ed io, che il domandar avíe concetto,
risposi:--O dottor mio, da che 'l comandi, dichiara a me in qual etá li morti resurgeranno e quanto parvi o grandi.--
Ed egli a me:--Di lor saran due sorti, com'io ho detto, ed una de' captivi, l'altra di quei ch'a ben far funno accorti. p. 356 Quei che son morti buon, poiché fien vivi, trentaquattro anni in apparente etade dimostreranno floridi e giulivi.
Quella è di umana vita la metade; ogn'uom, che ci esce prima, ha mancamento, e quando cala inver' l'antichitade.
Se parvitá ovver troppo augumento non fie per mostro o natura peccante, ognun di sua statura fie contento;
sí che, se alcun fu nano, alcun gigante, questo ed ogni altra cosa mostruosa ridurrá a forma il divino Operante.
Ed anco noterai un'altra cosa: che ogni dota, che 'l corpo riceve, gli vien dall'alma sua, ch'è gloriosa;
sí che l'esser sottile, illustre e lieve, non l'ha 'l corpo da sé, se ben pon' mente; ch'egli è da sé oscuro, grosso e grieve.
Ma, quando fie rifatto risplendente, dall'anima verrá quello splendore e 'l mover, che fará subitamente.
E, perché l'alme ree questo valore in sé non averanno, però elle non potran dar al corpo tal onore.
Non seran liete e non seranno belle: tutti i difetti in lor averanno anco, ch'ebbon per caso o per corso di stelle,
e di letizia e luce averan manco.--
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