Italian poem
Casta Diva
by Felice Romani (1788–1865)
PREGHIERA. NORMA.
Casta Diva, che inargenti Queste sacre antiche piante, A noi volgi il bel sembiante Senza nube e senza vel.
Tempra o Diva Tempra tu de' cori ardenti, Tempra ancor lo zelo audace, Spargi in terra quella pace Che regnar tu fai nel ciel. TUTTI. A noi volgi il bel sembiante Senza nube et senza vel. NOR. Fine al rito; e il sacro bosco Sia disgombro dai profani, Quando il Nume irato e fosco Chiegga il mangue dei Romani, Dal druidico delubro La mia voce tuonerà. TUTTI. Tuoni: e un sol del popol empio Non isfugga al giusto scempio; E primier da noi percosso Il proconsole cadrà. NOR. Si: cadrà... punirlo io posso... (Ma punirlo il cor non sa.) (Ah! bello a me ritorna Del fido amor primiero; E contro il mondo intiero Difesa a te sarò. CORO. Sei lento, si, sei lento O giorno di vendetta; Ma irato il Dio t' affretta Che il Tebro condannò. NOR. Ah! bello a me ritorna Del raggio tuo sereno E vita nel tuo seno E patria e ciel avrò.) Ah! riedi ancora qual' eri allora Quando, ah! quando il cor ti die.