Italian poem
Gerirèh
A lei si inchina il Re, non essa a lui,...
(Acclamazioni e nuovi squilli nel cortile)
DAÌRA (fra sè)
S'ei, vedendomi, più non ricordasse Chi son, n'avrei troppo dolor!--Nascondermi Voglio...
(dopo aver pensato un momento, come decisa, indicando a sinistra)
Là!... Sì.... Là!... Nel giardino antico, Ove, fanciulli, insiem stavam sovente!
(come ricordando)
Nascosto fra i cespugli, ei m'attendeva, Su me piombava e mi ghermìa... mentr'io Dicea ridendo: «No... bel leopardo, «Alla gazzella tu non fai paura!...»
(Nuove acclamazioni)
Di rose gialle, a lui sì care un giorno, Vo' mandargli un canestro... e, s'ei ricorda Quei fiori ancora, a lui n'andrò sicura Ch'anche Daìra non può aver scordato!
(S'allontana rapidamente a sinistra.--Intanto la scena s'è nuovamente popolata.--I cortigiani fanno ala allo scalco).