Italian poem
Nabuco
Le spade Or deponiam.--Di Babilonia vinti I nemici son tutti. Egizî, e Medi, E Sciti, e Ebrei noi le traemmo schiavi; E quelle mani, che alla sua rovina Volgevan l'armi, or diverranno ancelle Della sua gloria; e innalzeranno eccelsi Templi ai suoi Numi; e aggiogheranno l'acque Dell'Eufrate ribelli; ed in un vasto Giardino muteran questo soggiorno; E a me, che stringo nel mio pugno il mondo, Eleveran statue d'argento e d'oro, Che culto avranno come i simulacri D'Auramazda e d'Istàr.--Nume son io Com'essi!... A terra!... Innanzi a me prostratevi!
JEROBOÀM (agli Ebrei che lo circondano)
Ah, per Gèova.... no!... no!... Nessun di voi, O fratelli, si prostri.
ARG. (a Jeroboàm e agli Ebrei)
A terra!
TUTTI A terra,
O schiavi!
JER.
A terra non cadrem che spenti.
AFRAISAB (ai soldati indicando Jeroboàm)
Ch'ei muoja!