Italian poem
Nabuco
Nella polvere Prosternato t'ascolto!
JER.
E sia. Ma, prima, In te stesso raccogliti.--La zolla, Su cui fiorisce la magica pianta D'ogni sapere, è l'estasi;... e può solo L'estasi aver chi medita in silenzio.
(China il volto fra le mani e medita.--Nabuco, sempre in ginocchio, lo imita.--Scende la sera.--In fondo Babilonia si illumina).
DAÌRA (tornando dal fondo, piano a Nabuco, con grande passione)
Vieni, Nabuco.... Andiam.... Col mendicante Assai parlasti.... Or non ti par sia tempo Di tornare alla reggia?... Ascolta: Sazio Forse sei tu di star tutte le notti Fra rose gialle e baci di Daìra? Ebben.... guarda: il regal palazzo splende Per il convito consueto....--Vieni.... Te farà lieto degli altri il tripudio!... E, se al tuo fianco a me concederai Di rimanere, tu vedrai ch'io posso Giocondamente mescer nelle coppe, E toccar l'arpa, ed intonar canzoni.... Vieni, Nabuco....
(disperatamente, vedendo che egli rimane immobile)
Ahimè!.... Più non mi ascolta!
JER. (avanzandosi)
Giafìr, t'appressa.... A me porgi la mano E rispondi: È sereno il firmamento?
NABUCO (alzando gli sguardi)
Risplendon gli astri nel glauco profondo Di pura luce.