Italian poem
Zala
Ah, no!... Lo stesso sangue Non scorre in noi, che vil troppo o bugiardo Nato tu sei!--Vil, se credevi incendio Quell'amor, che soltanto era scintilla; E bugiardo, se tal tu lo sapevi E fingevi con me!--Poich'io comprendo Chi trema innanzi all'idolo che adora Per ignota malìa; ma chi si lascia Quell'idolo rapir, ne rïaverlo Tenta, anche a prezzo della vita, mai L'adorò certamente!
ARG. (con impeto di disperazione)
A Istàr io dunque Sacrarmi debbo?--Ebben mi sacro!--Mite, Leale io nacqui! Feroce gli eventi M'han voluto!... Stassera essi morranno!
(fa per allontanarsi)
ZALA (trattenendolo)
No.... Verrò teco anch'io, sacra ad Istàr, Il giorno in cui l'estrema mia speranza Svanir vedrò.... Ma tal speranza forse Or per compiersi sta....--Dacchè Nabuco Tornò, la reggia ogni notte risuona Per allegri conviti; pur, seduto A mensa, o a contemplar le danze, ei resta Sol pochi istanti, e, spesso, non vi appare.... Perchè vive ei così?
ARG.
Dell'amor suo Egli vive soltanto!--Come un bimbo Daìra lo conduce.--Ora discendono Nell'antico giardino; or dalla reggia Escon la sera.