Versos Italian Franceschino degli Albizzi Per fuggir riprensione

Italian poem

Per fuggir riprensione

by (?–1358)

Listen in the reader

Per fuggir riprensione Rifreno il mio talento, Volendo anzi contento Far l’altrui torto che la mia ragione. Rifreno il mio talento di mirare La dolce donna mia, Perchè la gente mi ne ripigliava: Ma in verità, per quel ch’a me ne pare, Seguir tal signorìa Alcuna riprension non meritava; Anzi m’imaginava, Che, dove io son biasmato, Dovessi esser mirato Per mia grandezza da tutte persone. Ancor mi meraviglio vie più molto Come ogn’uom che la vede Debita riverenza non le rende: Ma perchè l’ignoranza fugge il volto Del lume, non ha fede, Ne veritate in lei mai non risplende: Così, chi mi riprende, Non dubbio, se occhi avesse, Ched ei non mi ponesse Gran pregio, dove dispregio mi pone. Grazia ad un picciol uomo è riputata, Quando un signor possente Gli smonta a casa; e dêne loda avere: Se questa bella donna è dichinata A venir nella mente, Di ciò mi dee ciascun miglior tenere; Chè almen si può vedere Per manifesto segno, Ch’ella m’ha fatto degno D’esser di tanta e tal donna magione. A simiglianza della gran vertute, La qual, perchè si degna D’alzar, bassar non può la sua grandezza, Dico che ’l venir nella servitute Di donna così degna Non è pur libertà ma somma altezza; Chè, quand’uom si disprezza Sotto degno signore, Allor si fa maggiore Che s’e’ si stime in più vil suggezione. Fa’ che tu trovi la mia donna sola; E con gran riverenza, Ballata, a lei mi raccomanderai: E poi nel cor le metti una parola, E pongliela in credenza, Sì ch’e’ miei riprensor no ’l sappian mai: E così le dirai — Madonna, certa siate Che nella veritate No ’l cor ma gli occhi han presa correzione.—