Italian poem
Sonetto in descrizion d'una badia
by Francesco Berni (1610–1673)
Signor, io ho trovato una badia, che par la dea della destruzïone: templum pacis o quel di Salomone a petto a lei par una signoria.
Per mezzo della chiesa e’ v’è una via, dove ne van le bestie e le persone; le navi urtano in scoglio e il galeone si consuma per far lor compagnia.
Dove non va la strada son certi orti d’ortica e d’una malva singulare che son buon a tener lubrichi e morti.
Chi volesse de calici parlare o de croci, averebbe mille torti: non che tovaglie, non vi è pur altare.
Il campanil mi pare un pezzo di fragmento d’acquedotto, sdruscito, fesso, scassinato e rotto.
Le campane son sotto un tettuccio, apiccate per la gola, che mai non s’odon dir una parola.
La casa è una scuola da scrima perfettissima e da ballo, che mai non vi si mette piede in fallo;
netta come un cristallo, leggiadra, scarca, snella e pellegrina, che par che l’abbi preso medicina.
Ogni stanza è cantina, camera, sala, tinello e spedale; ma sopra tutto stalla naturale.
È donna universale et ha la robba sua pro indivisa, allegra, che la crepa delle risa:
in somma è fatta in guisa che tanto è star di dentro quanto fuori. Ahi, preti scelerati e traditori!