Italian poem
Francesco Bracciolini
by Francesco Bracciolini (1566–1645)
O de la pace mia nemica imago che, scacciata da me, torni sovente qual vespa impronta a raggirar la mente, per trafiggermi il cor di pungent’ago; ti ravviso ben io l’accolto e vago crin su la fronte e groppo d’angui algente, crudelissima Aletto, empia, nocente abitatrice del sulfureo lago; e la facella ond’avventar tu suoli ne le viscere altrui veleno e fiamma, porti ne gli occhi e in lor l’aggiri e scoti. Vattene, va’, né piú circondi e voli d’intorno a me; l’abisso orrendo infiamma, tuo degno albergo, e l’ombre ree percoti.