Italian poem
Qual famelico augello, ove rimira
by Francesco Della Valle (1590–1627)
Qual famelico augello, ove rimira custodito il suo cibo avido vola, or di quel poca parte ardito invola, ora di ramo in ramo erra e s’aggira; come d’amor lungo digiun mi tira, corro a colei che di beltade è sola, ed un guardo, un sorriso, una parola involando talor, l’alma respira. Al felice di lei caro soggiorno giungo a pena che parto, e parto a pena, ch’odïando il partir faccio ritorno. Se m’è tolta di lei l’aria serena, almen beato a quelle mura intorno ha qualche tregua il cor con la mia pena.