Italian poem
Quand'io penso all'Augel, che dal Ciel venne
by Francesco Maria Zanotti (1692–1777)
Quand’io penso all’Augel, che dal Ciel venne E il Garzon Frigio si recò sul dorso, Il qual gridando invan chiedea soccorso, Ch’ei già per l’ampio Ciel battea le penne, Io dico fra di me; che non avvenne Lo stesso anche a Costei, che il cuor m’ha morso, E già che il grido sovra ’l Ciel n’è corso, Non Giove anco di lei vago divenne? E se a mente mi vien la lunga, e tarda Guerra, onde fu per duo begli occhi in tanto Affanno Grecia, e Troja arsa, e distrutta; Grido: Com’esser può, che il chiaro vanto Della costei beltà non muova, e tutta Di nuova guerra Europa infiammi, ed arda?