Italian poem
Pien di quella ineffabile dolcezza
Pien di quella ineffabile dolcezza che del bel viso trassen gli occhi miei nel dí che volentier chiusi gli avrei per non mirar già mai minor bellezza,
lassai quel ch’i ’piú bramo; et ò sí avezza la mente a contemplar sola costei, ch’altro non vede, et ciò che non è lei già per antica usanza odia et disprezza.
In una valle chiusa d’ogni ’ntorno, ch’è refrigerio de’ sospir’ miei lassi, giunsi sol cum Amor, pensoso et tardo.
Ivi non donne, ma fontane et sassi, et l’imagine trovo di quel giorno che ’l pensier mio figura, ovunque io sguardo.