Italian poem
Quando dal proprio sito si rimove
Quando dal proprio sito si rimove l’arbor ch’amò già Phebo in corpo humano, sospira et suda a l’opera Vulcano, per rinfrescar l’aspre saette a Giove:
il qual or tona, or nevicha et or piove, senza honorar piú Cesare che Giano; la terra piange, e ’l sol ci sta lontano, che la sua cara amica ved’altrove.
Allor riprende ardir Saturno et Marte, crudeli stelle, et Orïone armato spezza a’ tristi nocchier’ governi et sarte;
Eolo a Neptuno et a Giunon turbato fa sentire, et a noi, come si parte il bel viso dagli angeli aspectato.
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