Versos Italian Francesco Petrarca Sonetto CCXXXVII (NEll’età sua più bella, e più…)

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Sonetto CCXXXVII (NEll’età sua più bella, e più…)

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NEll’età sua più bella, e più fiorita; Quand’aver suol’ Amor’ in noi più forza, Lasciando in terra la terrena scorza E Laura mia vital da me partita: E viva, e bella, e nuda al Ciel salita: Indi mi signoreggia, indi mi sforza. Deh perchè me del mio mortal non scorza L’ultimo dì, ch’è primo all’altra vita? Che come i miei pensier dietro a lei vanno; Così leve, espedita, e lieta l’alma La segua, ed io sia fuor di tanto affanno. Ciò che s’indugia, è proprio per mio danno; Per far me stesso a me più grave salma. O che bel morir’ era oggi è terz’anno!