Versos Italian Francesco Petrarca Sonetto CXCV (I’Mi vivea di mia sorte contento…)

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Sonetto CXCV (I’Mi vivea di mia sorte contento…)

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I’Mi vivea di mia sorte contento Senza lagrime, e senza invidia alcuna: Che s’altro amante ha più destra fortuna, Mille piacer non vaglion’ un tormento. Or que’ belli occhi ond’io mai non mi pento Delle mie pene, e men non ne voglio una; Tal nebbia copre, sì gravosa, e bruna, Che ’l Sol della mia vita ha quasi spento. O Natura, pietosa, e fera madre, Onde tal possa, e sì contrarie voglie Di far cose, e disfar tanto leggiadre? D’un vivo fonte ogni poder s’accoglie: Ma tu, come ’l consenti, o sommo Padre, Che del tuo caro dono altri ne spoglie?