Versos Italian Francesco Petrarca Sonetto LXXX (LAsso, ben so, che dolorose prede…)

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Sonetto LXXX (LAsso, ben so, che dolorose prede…)

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LAsso, ben so, che dolorose prede Di noi fa quella ch’a null’uom perdona; E che rapidamente n’abbandona Il mondo, e picciol tempo ne tien fede. Veggio a molto languir poca mercede; E già l’ultimo dì nel cor mi tuona: Per tutto questo, Amor non mi sprigiona; Che l’usato tributo a gli occhi chiede. So, come i dì, come i momenti, e l’ore, Ne portan gli anni; e non ricevo ’nganno, Ma forza assai maggior che d’arti maghe. La voglia, e la ragion combattut’ hanno Sette, e sett’anni; e vincerà il migliore; S’anime son quaggiù del ben presaghe.