Versos Italian Francesco Roncalli Epigrammi

Italian poem

Epigrammi

by (1795–1875)

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Si raccontava ieri che in Turchia Ogni marito con onor potea Mantener quante femmine volea — Celso si scuote; e grida in allegria: Ah perchè non colà Celso nascesti? Sua moglie che trovavasi presente: Taci, caro, gli disse: tu saresti Un gran cattivo Turco certamente.

Contro Giobbe il demonio imperversato, Figli, sostanze e sanità gli toglie: E per ridurlo al più dolente stato, Lo scaltro al pover uom lascia la moglie.

Che Cloe si tinga il crin, no non è vero, Io la vidi a comprarlo, ed era nero. Tu m’ami, o Lesbia, d’un amor sì fatto, Che vivendo Pitagora direbbe: Ch’io fai già sorcio, e che tu fosti un gatto.

Amar non è qual dici un verbo attivo. Ama, e lo troverai sempre passivo.

Quando un vecchio ad una bella Vuol discorrere d’amor, Parmi un zoppo da stampella Che vuol fare il danzator.

Quando desti a me quel fiore Io ti diedi, o Nice, il core: Oh che bel giochetto vario S’or facessimo il contrario!

A morte giunto il bevitor Sorivo Pregò di essere sepolto in questa botte Ch’ei votò mille volte essendo vivo.

Mentr’era per morir d’idropisia Disse agli astanti un amator di Bacco: Come mai d’acqua son ridotto un sacco Io che non ne bevetti in vita mia!

Rosmondo a cui lo scrigno un ladro tolse, Di morir impiccato si risolse: Ma d’avarizia avea l’alma sì lorda, Che s’annegò per risparmiar la corda.

Dello sciocco per mia fè Più felice uomo non è: Tu che nol eredi a me Credilo dunque a te.

Jeri Zerbino giovine insolente; Chiese in aria di scherno al vecchio Gianni S’era dell’età sua giunto ai settanta: Nol so, rispose il vecchio prontamente; Ma so ben che un somaro di vent’anni È più vecchio, che un uomo di settanta.

Oggi gli amici son come i melloni; In cento non ne trovi due di buoni. Per quanto il tuo tesor s’apprezzi o veglia, Sembri quel mulo che sovente porta Sacchi d’oro sul dorso, e mangia paglia.

In questo marmo, ov’è un bicchiere inciso, Giace la vecchia bevitrice Aliso; Ma lo spirto si duol, che a lei vicino Sempre fu quel bicchier voto di vino.

Per indicarmi il viso ed il cor vostro, Sceglier da voi non si poteva, o Clori, Carta più bianca, nè più nero inchiostro. In te due gran pianeti Amore aduna: Hai nel tuo viso il sol, nel cor la luna.

Con quel di Balda unisce Baldo il cubito, E questo è tutto il suo dolce concubito.

Del mio cammino al Cielo eccovi il quadro, Dicea salendo sulla forca un ladro.