Italian poem
Con placido susurro
by Francesco Saverio de' Rogati (1745–1823)
Con placido susurro Zefiro in sul mattin, Di fresco fiore azzurro Errava intorno al crin. Ne l’umide sue foglie Il volo tempra, ed or Tacito il vol raccoglie Sul delicato fior. Fugge talor dal fiore, Poi torna onde partì; D’uno in un altro orrore Passa contento il dì. Borea lo vide, e volle Col fior anch’ei scherzar: Corse inquïeto e folle Le foglie ad agitar. Prima una foglia, e appresso Un’altra ne involò, Poi con rabbioso eccesso La chioma gli sfrondò. Coll’ali sue di gelo Nel raddoppiar il voi Alfin dal molle stelo Spinse quel fior al suol. A Fille Coridone Così cantava un dì, Ed ella il paragone Spiega al pastor così: Quel vago fior è il segno Del combattuto cor, Borea è geloso sdegno E il zefiretto è Amor.