Italian poem
Xxv
Chi superbo, diss'ella, alza la mente, E tra' mortali temerario spera, Nè sa, come qua giù fugga repente Lunge da noi felicità leggiera, Stato oggi al guerreggiar fosse presente, Ed al cader de la cittade altiera, Che fatto quinci si sarebbe esperto Come sia di ciascun lo stato incerto.