Italian poem
Sonetto
Dimmi, che giova, o Creditor, che tu Così spesso mi chieda i Giulj tre, E sempre importunissimo con me T'adiri, e stridi, come Corvo, o Grù.
T'accheta alfin, non me li chieder più Che il tempo perdi, e l'opra; imperocchè Vedi ben, che finor, nè a me, nè a te Il chieder tuo di giovamento fu.
Non giova a me la tua importunità; Poichè chiedi danar, quanto tu vuo' La borsa il chieder tuo non m'empirà:
E d'altra parte a te giovar non può; Poichè l'istanza tua mai non farà, Che danari io ti dia, quando non gli ho.