Italian poem
Dunque, Buonviso mio, del nostro seme
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
Dunque, Buonviso mio, del nostro seme debbe i frutti raccôr barbara mano, e da le piante coltivate invano i cari pomi via portarne insieme? Questa madre d’imperi ognora geme, scolorato il real sembiante umano, sí larghi danni e ’l suo valor sovrano, la libertade e la perduta speme; e dice: — O re del ciel, se mai t’accese giust’ira a raffrenar terreno orgoglio, or tutte irato le saette spendi; vendica i miei gran danni e le tue offese, o, quanto è ingiusto il mal, grave il cordoglio, tanto del primo mio vigor mi rendi.