Versos Italian Giovanni Guidiccioni I dí giá involan parte

Italian poem

I dí giá involan parte

by (1500–1541)

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I dí giá involan parte de la notte, e le stelle noiose dipartendo, il freddo perde; vedesi a parte a parte e Driope e le sorelle di quel che ’n Po morio, vestir di verde; ogni bosco rinverde, e i prati son dipinti di fior persi e vermigli; or gli odorati gigli e Giacinto ed Adone, ancora tinti di sangue, apron appieno a le lascive aurette il vago seno. E le vezzose ninfe si veggiono infiorire verdi ghirlande e i crin dorati ornarsi; e per l’erbette linfe lievemente fuggire con mormorio soave, e ’l terren farsi gravido tutto, e starsi su’ fioriti arboscelli, allor che ’l dí vien fuora, a salutar l’Aurora con vari canti i dilettosi augelli; e ’l tauro ora le corna a un tronco indura or l’altro a ferir torna. E ’l pastorel, cantando a le fresch’ombre, mira con occhio lieto la sua dolce schiera. Ma che vad’io narrando, se il cor langue e sospira, quante scopre ricchezze primavera? Perché la storia vera de’ mie’ infiniti mali (bastando dir ch’Amore m’assalse e punse ’l core ne l’acerba stagion co’ fieri strali) non raccont’io piangendo e a disfogar il mio dolor mi rendo? Dico ch’Amor diviso, sí tosto com’io entrai sotto il suo giogo dispietato, m’have da l’angelico viso, da’ chiari e caldi rai degli occhi e da la tanta onestá grave, dal ragionar soave ch’addolcia le mie pene: ma piú, lasso! m’attrista che la beata vista mi chiuda allor ch’in fronte a scherzar viene tra gl’irti capei d’oro e inanellati, ond’io mi discoloro. Pur crederei tenermi, fra tante pene, in vita, fra quante Amor mi ruota indegnamente; ch’agli occhi tristi e ’nfermi talor la mente ardita il bel volto disegna e quell’ardente luce, ove dolcemente piove Amor gioia pura; ma s’agghiacciano i sensi, quando avvien poi ch’i’ pensi che il mio ricco tesoro altri mi fura, e ’n guisa manco e tremo, ch’a gran giornate vo verso l’estremo. Dir puoi, canzon, se a’ piè santi t’inchini, che piú de l’altrui gioia che del mio gran dolor sento di noia.