Italian poem
Per me da questo mio romito monte
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
Per me da questo mio romito monte, men noioso e piú bel che ’l Vaticano, scende, irrigando un bel pratello al piano, e muor nel Serchio indi non lungi un fonte. Qui prima piansi mie sventure e l’onte di morte, ohimè! che lo splendor sovrano degli occhi miei dal mondo orbo ed insano spense in turbando la serena fronte. Or, in memoria del mio pianto amaro e di lei che beata è tra le prime, sorge questo ruscel soave e chiaro. Cingol di lauri; e forse un dí le cime piegheranno al cantar del mio buon Caro, mastro famoso di leggiadre rime.
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- Or ch'atra nebbia, o re de' monti, il crine
- Or che l'etate mia piú verde è gita
- Ora che forse voi con gli occhi fiso
- Parmi veder che su la destra riva
- Perch'io sia a' colpi, Amor, di sdegni e d'ire
- Perdoninmi i begli occhi, ove s'asside
- Piú di voi 'l Po che d'altra gloria altèro
- Poiché questa mia donna in terra nacque