Italian poem
Bellis perennis
Chi vede mai le pratelline in boccia? Ed un bel dì le pratelline in fiore empiono il prato e stellano la roccia.
Chi ti sapeva, o bianco fior d’amore chiuso nel cuore? E tutta, all’improvviso, la nera terra ecco mutò colore.
Sono pensieri, ignoti già, che in viso rimiran ora, ove si resti o vada; nati così, nell’ombra, d’un sorriso
di stella e d’una goccia di rugiada...
O mezzo aperta come chi non osa, o pratellina pallida e confusa,
che sei dovunque l’occhio mio si posa, e chini il capo, all’occhio altrui non usa;
bianca, ma i lievi sommoli, di rosa; tanto più rosa quanto più sei chiusa:
ti chiudi a sera, chi sa mai per cosa, sei chiusa all’alba, ed il perchè sai tu;
o primo amore, o giovinetta sposa, o prima e sola cara gioventù!
È il verno, e tutti i fiori arse la brina nei prati e tutte strinò l’erbe il gelo: ma te vedo fiorir, primaverina.
Tu persuasa dal fiorir del cielo, fioristi; ed ora, quasi più non voglia perchè sei sola, appena alzi lo stelo.
O fior d’amore su la trita soglia! Tu tingi al sommo i petali d’argento d’un rosso lieve. Una raminga foglia
ti copre un poco, e passa via col vento...
O fior d’amore sulla soglia trita! o quando tutto se ne va, venuta!
che vivi quando è per finir la vita! e che non muti anche se il ciel si muta!
Hai visto i fiori nella lor fiorita: vedi le foglie nella lor caduta.
Ti coglierà passando Margherita col cuore assorto nell’amor che fu.
Ti lascerà cadere dalle dita... — Egli non t’ama, egli non t’ama più! —