Italian poem
Congedo
by Girolamo Ragusa Moleti (1851–1917)
Torna tu dei vecchi tempi, Gialla Musa, o primo amore; Torna in armi, in ferrea maglia; D'odio il petto mi riempi; Nuovamente odo il clamorc, Che mi chiama a la battaglia.
Finchè, in turbo osceno, il vento Menerà siccome foglie Le tapine genti umane, Disperate dal momento Triste d'oggi, e da le doglie Che l'aspettano domane;
Finchè riso d'istrioni, Finchè pié di danzatrice Varran più che gentilezza; Finchè usura di padroni Spremera da un infelice Gente serva sua ricchezza;
Finchè a notte de la fame A sentir dentro gli artigli Uomo torcesi le braccia; Finchè stesi in poco strame A le madri ignudi i figli Leveran la scarna faccia;
Indugiar, Musa, tra i fiori Non possiamo; inavvertite L'albe alterninsi ai tramonti; Nè c'importi dei colori Onde al maggio son vestite Falde e vette ai nostri monti
Addio, fiori, acque lucenti, Carezzevoli all'orecchio, Addio, valli, aeree cime; Come groppo di serpenti Vo' lanciar nel mondo vecchio Nuovamente le mie rime.