Versos Italian Goffredo Mameli Correndo il 2° anniversario della morte dei fratelli Bandiera

Italian poem

Correndo il 2° anniversario della morte dei fratelli Bandiera

by (1827–1849)

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Tentai più volte un cantico Come un sospir d’amore A voi sacrar; ma un fremito D’ira stringeami il core, Ma soffocava il pianto Sulle mie labbra il canto, E non ardì il mio genio Sui venerandi avelli Dei martiri fratelli Voce di schiavo alzar. L’inno dei forti ai forti, Quando sarem risorti Sol vi potrem nomar. Come raccolta e trepida Presso l’altar fatale Nella città dei secoli La vergine vestale Sul sacro fuoco intesa, Noi pur la fiamma accesa Dal vostro sangue, vigili Nel nostro duol spiammo, Pensando a voi sperammo, Trovammo in voi la fè Quando dicean che solo In sorte l’onta, il duolo A noi l’eterno diè. E or fra il desio, fra l’ansia Che dei credenti in petto Nuova speranza suscita, Or che ogni grande affetto Parla potente al core, L’Italico cantore Di nuova luce splendida Sente nel sen presago La vostra santa imago, E del suo carme il vol, Spiega per voi le piume, Qual di cometa il lume Torna al paterno sol. Chè fra i codardi, lurido Vidi destarsi un riso, E dei tiranni a un’empia Gioia atteggiarsi il viso, Mentre una grande idea La fronte lor cingea Di viva luce, e martiri Della sua fede in cielo, Sgombri del mortal velo Dal suo cruento altar Di degno incenso fumo, Di degno fior profumo L’anima a Lei mandar. Un indistinto fremito Infra l’ausonie genti Errar parea, commuovere I popoli dormenti; Pareva giunta l’ora Della promessa aurora.... Ma chi fia quei che scendere Osi nel grande agone, Della fatal tenzone Primo il vessillo alzar? Ringagliardir gl’ignavi, Da popolo di schiavi, Nell’avvenir lanciar? Altri desia, ma debole Teme, e voler non osa, Altri al materno gemito, Alla plorante sposa Pietà codarda ostenta; Tal cui l’osar sgomenta, Vilmente pio, la Patria Al cieco caso affida, Nel proprio fango grida Sola virtù dormir; E con superbe fole Della romulea prole Tenta ingannar l’ardir. Stolti, o venduti — credono Guidar tremando i fati, Che il lor terrore adorino I popoli prostrati; Della viltà profeti, Sui fremiti secreti Che l’avvenir racchiudono Spargon blandizie e oblio, Dicon, mentendo Iddio, Empio chi tenta oprar; Come se in ciel l’eterno Avesse sol governo Di chi sa sol tremar. Silenzio, eunuchi! — Il garrulo Bisbiglia, almen quest’ora Tema turbare.... — Un angelo D’amore e speme infiora, Noi d’un fecondo pianto, D’un generoso canto Sacriam l’avel dei martiri, Raccolti all’urne a lato Noi vi cerchiamo il fato, La fede ed il valor. Muore il profeta, dura L’Idea, nel duol matura, Si fa più sacra ancor. Qui presso all’ossa, o giovani Che all’avvenir vivete, La sanguinosa pagina Qui del dover leggete. O gelidi vegliardi, Si fa par voi già tardi, Fra pochi giorni in braccio Al fatal nulla andrete; Ah! più per poco avete La vita da offerir. Qui tutti — a questa scola Chiediam la gran parola La scienza del morir. Oggi ha due anni — videro Pregar la madre accanto L’ultima volta i figli, E una gentil che il pianto Per non scorarli tenne, E il mesto addio sostenne Senz’arrestarli — martire In pochi dì la pia Vinta dal duol moria Di liberta e d’amor. Voi che sui cor regnate, S’ama così — gittate Sovra quest’urna un fior..... Soli quei prodi scesero — Onta ai fratelli! — in campo Qual la diffusa tenebra Rompe solingo un lampo; Ma anche in quel giorno amaro, Credettero, speraro, Morir gridando Italia, Piangendo sui perduti, Pregando pei caduti, Pensando all’avvenir. Col sangue del Divino. Trafitto, un cherubino Raccolse quel sospir, Lo serba nel gran calice Col fremito dei forti, Col sangue delle vittime, Dei santi che son morti Pel vero, pei fratelli, Ai preti, ai re ribelli — Nell’ora del giudicio, Saetta pei potenti, Rugiada pei credenti, Sui mondo il verserà. Nel nome dei Bandiera Lo giuro — la grand’Era Promessa arriverà.