Italian poem
Vedete ch'io son un che vo piangendo
Vedete ch’io son un che vo piangendo e dimostrando ’l giudicio d’amore e già non trovo sì pietoso core che, me guardando, una volta sospiri.
Novella doglia m’è nel cor venuta, la qual mi fa doler e pianger forte; e spesse volte aven, che mi saluta tanto di presso l’angosciosa morte, che fa ’n quel punto le persone accorte,
che dicon in fra lor: — quest’à dolore, e già, secondo che ne par di fore, dovrebbe dentro aver novi martiri. —
Questa pesanza, ch’è nel cor discesa, à certi spirite’ già consumati, i quali eran venuti per difesa del cor dolente, che li avea chiamati. Questi lasciaro li occhi abandonati quando passò nella mente un romore, il qual dicea: — dentro bieltà che more; ma guarda che pietà non vi si miri. —