Italian poem
Simile a questi smisurati monti
by Jacopo Sannazaro (1457–1530)
Simile a questi smisurati monti farrò la vita mia colma di doglie: aspri son questi et aspre son mie voglie, di lacrime abond’io, loro di fonti. Lor han di scogli le superbe fronti, in me duri pensier l’anim’accoglie; pochi frutti lor han e molte foglie, io pochi effetti a gran speranze gionti. Suffian sempre fra lor rabbiosi venti, c’a me lacrim’ognor ne l’occhi danno; in me si pasce Amor, in loro armenti. Immobile son io, lor fermi stanno; lor han d’augelli i lepidi concenti, in me soli suspiri esito fanno. Simile a questi smisurati monti è l’aspra vita mia colma di doglie: alti son questi et alte le mie voglie, di lacrime abond’io, questi di fonti. Lor han di scogli le superbe fronti, in me duri pensier l’anima accoglie; pochi frutti lor hanno e molte foglie, io pochi effetti a gran speranze aggionti. Soffian sempre fra lor rabbiosi venti, in me gravi sospiri esito fanno; in me si pasce Amor, in loro armenti. Immobile son io, lor fermi stanno; lor han d’augelli i liquidi concenti, et io lamenti di soverchio affanno.
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