Versos Italian Ludovico Ariosto Libro III, Carme I

Italian poem

Libro III, Carme I

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Qua qua gli occhi per poco Rivolgi, o peregrino. Chi giace in questo loco Degno è ben che, per quanto Tu môva frettoloso al tuo cammino, Qui per vederlo ti soffermi alquanto. Ecco l’immago del sovran Pittore, Che chi sa quante volte ebbe potere Dinanzi a l’opre del suo gran pennello Di farti rattenere, Un mar versando in te d’alto stupore. Questo gelido avello Chiuso ha per sempre, Urbino, Il tuo inclito onore; La tua delizia, o Roma; il tuo splendore, O Arte, onde di Rodi il nome è bello! Ahi! senza vita in questo marmo è accolto Quel divin Raffaello, Che i simulacri vivere facea Quando in parete o in tela ei li pingea, Dando di môver lor gli occhi ed il volto, Il piè e le mani, non potendo sola Dar loro la virtù della parola. Ma mentre al gran concetto Medita il grande effetto Per far l’opra immortale, Ecco di morte il formidato strale Vola, e il miro portento, Oh sventura! distrutto è in un momento. Or vanne, peregrin, più non cercare Se non mediocre obbietto, Quando ai sublimi lungamente stare I Fati invidïosi ebber disdetto. Anicio Bonucci.