Versos Italian Luigi Carrer La Vendetta

Italian poem

La Vendetta

by (1801–1850)

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LA nel castello, sovresso il lago, Un infelice spirto dimora, Che ogni anno appare, dogliosa imago, La notte stessa, nella stess’ora, La notte e l’ora che si morì. Antica storia narra così.

Da me nè un bacio non sperar mai! Agnese al Conte dicea secura. Ben tu la vita tôrmi potrai, Da che m'hai schiava tra queste mura. Tanto l’inerme donna ardì! Antica storia narra così.

Talor sognando chi diale aiuto Dalla finestra pel lago mira, E intuona un canto sovra il liuto Che dolce intorno mestizia spira, Mentre tramontò languido il dì. Antica storia narra così.

È mezza notte; tutto si giace; Dietro le nubi passa la luna; Un grido s’ode, splende una face, Poi non s’ascolta più voce alcuna; La face anch’essa ratto sparì. Antica storia narra così.

Che fu? S’ignora. Ma tetra sale Al Conte in viso calma feroce. Scese il silenzio sull’ampie sale, Nè più d’Agnese l’afflitta voce In sul tramontar sonar s’udì. Antica storia narra così.

Due ignoti vonno parlar al Conte; Entrano, e l’uscio l’ultimo chiude. Escono in breve mutati in fronte, Stringon le destre due daghe ignude: Sangue v’è sopra, ch’or ora uscì. Antica storia narra così.

Fin dove scese l’acuta punta? Fe’ tal richiesta Carlo al germano. Nel cor al sozzo ribaldo è giunta, Tanto che scossa n’ebbi la mano. Ove la suora, ivi perì. Antica storia narra così.

Ed or? De’ sgherri bada al bisbiglio; Ma il vicin lago ne sarà scampo; Il fenderemo senza naviglio. Disse, e nell’onda furo d’un lampo. L’ardita coppia tal si fuggì. Antica storia narra così.

Ma nel castello, sovresso il lago, Un infelice spirto dimora, Che ogni anno appare, dogliosa immago, La notte stessa, nella stess’ora; La notte e l’ora che si morì. Antica storia narra così.