Versos Italian Luigi Lamberti Il bagno

Italian poem

Il bagno

by (1756–1813)

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O ripa in cerchio volta, Ove le belle membra Pone colei, che tolta Cosa dal ciel rassembra; Avventurosa fonte, Che al desiato uffizio Fuor del concavo monte Versi l'umor propizio; Acque, che taciturne, Tepido velo e lieve Fate alle spalle eburne, E al pie' d'intatta neve; Qual de' fiumi famosi, Sia pur Partenio, o Xanto, Andrà sì altero, ch'osi A voi di porse accanto? Deh! allor, che l'alma donna, Da sé scuotendo il lembo Della inzuppata gonna, S'invola al vostro grembo; E quindi al molle e caldo Lino, l'umor ridona Che s'appigliò più saldo Alla gentil persona; Voi acque, a cui la speme Di ribaciarla è tronca, E cui la sponda preme Della marmorea conca, Per vie segrete e cupe, Com'è vostro costume, Dalla scoscesa rupe, Gir non v'importi al fiume. Ben so, che il patrio Lima Caldo d'immensa brama, Volto all'aerea cima A sé v'invita, e chiama; So che le vaghe Ninfe Acceleran co' prieghi L'istante, che alle linfe Lor vi confonda e leghi; So che v'apprestan rari Onor l'onde sorelle, Ah! onori ancor più cari Serbino a voi le stelle. Voi dagli eterei giri Con rinfiammato ciglio, Invidiando miri D'Uperione il figlio; E tutte a poco a poco Alla spera più accensa V'alzi dal basso loco In agil nume e densa. Poi, quando il chiaro volto Ei copre , o altrove poggia, Il bel vapor disciolto In nebbia torna, o in pioggia; Lieto per l'aure chiare Degli Amorini il coro, Con affannose gare V'accolga in urne d'oro: E se mai stilla piove, Che a niun sia dato averla, Colà sol posi, dove S'induri in gemma, o in perla; Intanto a suon di cetre L'accolto umor si verse Entro a giro di pietre Alabastrine e terse; A voi scenderan l'alme Dive dei sommi chiostri; Né più daran lor salme Ai fonti, o ai fiumi nostri, E per virtù di quella, Che in voi sua luce ascose, Di maestà novella Emergerai! fastose.