Italian poem
Paolo
Ah! no! siile pietoso Del tuo perdono, Angel di Dio! Non vedi, Che disperatamente ella si serra Su l'anelante mio petto, siccome Chi dà l'ultimo vale?
FRANCESCA (inginocchiandosi).
O luminoso Abitator del paradiso, o santo Messaggiero di Dio, se mai per prova Sapesti amor, se mai de le terrene Tenebrose venture unqua ti venne Conoscenza e pietà, deh! non lasciarmi Derelitto così questo che tanto Sovra tutte le cose ebbi diletto Amatissimo capo! Amor fu tutta La colpa nostra! Amato abbiamo entrambi, Pianto entrambi abbiam noi! Raggio o sorriso Non sparse mai sul nostro cor la gioia; Ma il dolor con sue negre ali ne aggiunse Fedelissimamente, e il morir tenne Loco di maritaggi, e fu l'inferno Del nostro santo amor talamo e altare! Oh! qual favor, qual grazia oggi m'assume Al cospetto di Dio, che me da tanta Parte de l'esser mio svelle e divide? A dura prova, a strazio orrido il Cielo, Credi, questa tremante anima espone. Deh! non negar che meco ei venga! Assunto Meco al Cielo egli sia! Vedi? Mi manca Tanta virtù, che da costui che piange Eternamente io mi divida!