Versos Italian Massimo d'Azeglio Il Ministro e la ballerina

Italian poem

Il Ministro e la ballerina

by (1798–1866)

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Signora Amalia, Noi siamo in scena; Io fo il Ministro, Lei la Sirena: Sirena, intendasi, Perché ci bea; Ma non di quelle Dell'Odissea. Abbiamo un pubblico Da contentare, Che spesso spesso Fa disperare. Abbiamo dispute Coll'impresario, Abbiam bisticci Dietro il sipario. Ci tocca ridere Senza allegrezza, Mostrar di piangere Senza tristezza: Vivere in maschera. Vivere in scena, Sia da Ministro Sia da Sirena. Gli è un brutto vivere, Gli è un magro affare; Signora Amalia, Che gliene pare? Per lei ch'è giovane, Che balla bene, Che al sol vederla Là sulle scene, I Brava fioccano Da tutti i lati, Si fanno applausi Da disperati; Per lei che sentesi, Sera e mattina, Dir, come è amabile! Quant'è carina! Via, concediamolo, In molti sensi, Se vi son spine Vi son compensi. Ma a me non dicono Che son bellino, O al piú diranno: È un bel codino. E quando è Recita Al Parlamento, Quand'entro in scena, Non sempre sento Quell'equilibrio Che pur vorrei, E che sí bene Sa serbar lei. E se mai sdrucciolo, Misericordia! Comincia il verso Della Concordia: Cose, verissimo, Che non fan male; Ma seccature Senza l'uguale. Via, concediamolo, Signora Amalia. Fare il Ministro Oggi in Italia È la men facile, La meno amena, Fra le maniere Di stare in scena. Ma consoliamoci Che alfine, il giuoco, Se è poco bello, Dura anche poco.