Versos Italian Mauro Colonnetti A Carlo Alberto Re

Italian poem

A Carlo Alberto Re

by (1775–1863)

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I

Vidi sceso dal fulgid’Empiro Presso al Rege uno Spirto guerriero: Salve, disse, o mio lungo sospiro, O speranza de l’italo impero, Le mie glorie si compiono in Te. Grande un Re Carignano, e sei desso, Mia mercè, fu a l’Italia promesso, Perch’io forte pugnai per la Fè.

II

Te già il Fato locò su quel trono, Ch’io salvai con tal gallico scempio Che ai fugenti lo scampo fu dono: Grande l’atto, ma vano l’esempio; Chè la spada mi diè lo stranier! Tu campione de l’itale genti, Con tuo ferro, su i barbari avventi Duri colpi, felice guerrier.

III

A celar fra i torrioni sue onte L’ali batte il bicipite augello. — Plaude Italia, e serêna la fronte; Ride il giorno d’un sole più bello; Ogni cosa più lucid’appar. Uno è il grido: Te voglion, o Prode, Re potente, de l’Alpi custode, Tuo gran vallo tra il duplice mar.

IV

Te fors’anco... più dir non m’è dato. — Milan vide in vil fuga travolto, De’ tuoi passi al sonar, l’esecrato Che sognava d’incenderla, stolto! E v’incider: Milano quì fu. A Te leva or le mani: t’affida: È su l’Istro che fè non annida: Esser grato è lombarda virtù.

V

Fè su l’Istro? lo sa la tua Dora, E la Vistola oh troppo! ma invano. — La superba de l’Istro signora, Tra le branche del Tigre ottomano, Dava il grido de l’ora mortal; Tremò Europa, e si giacque: ma sorse (Nè fea patti) il Polono, e soccorse. O soccorso ai nipoti fatal!

VI

La salvata grandì; si fe’ mostro; A le belve cognate sorrise; Su Polonia ficcò l’empio rostro; La squarciò brano a brano, ...l’occise! — Tutto il popol di Cristo fremì — O Gallizia! o Cracovia! — Già il telo Di vendetta fiammeggia su in cielo. — Quì fe’ posa; die’ un lampo, e svanì.