Italian poem
259. Ben può talor col mie 'rdente desio
Ben può talor col mie ’rdente desio salir la speme e non esser fallace, ché s’ogni nostro affetto al ciel dispiace, a che fin fatto arebbe il mondo Iddio?
Qual più giusta cagion dell’amart’io è, che dar gloria a quella eterna pace onde pende il divin che di te piace, e c’ogni cor gentil fa casto e pio? Fallace speme ha sol l’amor che muore con la beltà, c’ogni momento scema, ond’è suggetta al variar d’un bel viso. Dolce è ben quella in un pudico core, che per cangiar di scorza o d’ora strema non manca, e qui caparra il paradiso.