Italian poem
71. I' l'ho, vostra mercè, per ricevuto
I’ l’ho, vostra mercè, per ricevuto e hollo letto delle volte venti. Tal pro vi facci alla natura i denti, co’ ’l cibo al corpo quand’egli è pasciuto. I’ ho pur, poi ch’i’ vi lasciai, saputo che Cain fu de’ vostri anticedenti, né voi da quel tralignate altrimenti; ché, s’altri ha ben, vel pare aver perduto. Invidiosi, superbi, al ciel nimici, la carità del prossimo v’è a noia, e sol del vostro danno siete amici. Se ben dice il Poeta, di Pistoia, istieti a mente, e basta; e se tu dici ben di Fiorenza, tu mi dai la soia. Qual prezïosa gioia è certo, ma per te già non si intende, perché poca virtù non la comprende.
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