Italian poem
Vorrei per Nuccia mia far un sonetto
by Paolo Abriani (1607–1699)
Vorrei per Nuccia mia far un sonetto, ma sento che la vena or non mi serve, e quanto il desiderio in me piú ferve, tanto il mio ingegno a questa impresa è inetto. Pur mi ci vuo’ provar, ché se piú aspetto, dubito che ’l poter piú mi si snerve: «Nuccia, com’hai per me cosí proterve tue voglie?». Eh, non va ben questo concetto! Voltiamo faccia e andiam da poppa a prora: «Io canto di colei l’alta eccellenza». No, diciam meglio e incominciamo ancora: «Celebra, Urania, tu, l’alma presenza». Ma come c’entra Urania? Or su, per ora, far sonetti non so; ci vuol pazienza!