Italian poem
Amore, in cui disio ed ho fidanza (Lucas)
by Pier della Vigna (1190–1249)
AMORE, in cui disio ed ho fidanza, Di voi, bella, m’ha dato guiderdone: Guardomi in fin che vegna la speranza, Pur aspettando bon tempo e stagione. Com’om ch’è in mare, ed ha spene di gire, Quando vede lo tempo, ed ello spanna, E già mai la speranza no lo ’nganna: Così faccio, madonna, in voi venire. Or potess’eo venire a voi, amorosa, Come larone ascoso, e non paresse! Ben lo mi terria’n gioia aventurosa Se l’amor tanto bene mi facesse! Sì bel parlante, donna, con voi fora, E direi como v’amai lungiamente, Più ca Piramo Tisbia dolzemente, Ed ameraggio, in fin ch’eo vivo, ancora. Vostro amore e che mi tiene ’n disiro E donami speranza con gran gioi’, Ch’io non curo s’eo doglio od ho martiro, Membrando l’ora ched eo vegno a voi. Ca s’eo troppo dimoro, aulente lena, Pare ch’eo pera, e voi mi perderete: Adunque, bella, se ben mi volete, Guardate ch’eo no mora in vostra spena. In vostra spena vivo, donna mia, E lo mio core adesso a voi rimando, E l’ora tardi mi pare che sia Che fino amore a vostro cor dimando. E guardo tempo vi sia in piacimento E spanda le mie vele inver voi, rosa, E prenda porto là ’ve si riposa Lo mio core allo vostro insegnamento. Mia canzonetta, porta esti compianti A quella che ’n balia ha lo meo core, E le mie pene contale davanti E dille com’eo moro per su’ amore E mandimi per suo messaggio a dire Com’eo conforti l’amor che lei porto; E se ver lei i’ feci alcuno torto, Donimi penitenza al suo volire.